Lettera del Presidente Centro Studi SIP – Prof. Mario Polverino

Cari Amici della Grande Famiglia Pneumologica,

alla mia risposta ufficiale in qualità di presidente del Centro Studi SIP, vista l’offesa interpretativa contenuta nel riproporre una versione che assegna la mia denuncia di illeciti e falsi al rango di cavilli e pretesti, e per ciò stesso meritevole di espulsione, aggiungo, come semplice pneumologo di una famiglia dilaniata da cose che non hanno nulla a che vedere con l’attività scientifica e societaria, queste ulteriori considerazioni personali.

Nella sua newsletter inviata a tutti i soci, il presidente di SIP/IRS parla di “impossibilità, almeno temporanea, di proseguire un percorso comune …. sulla base di pretestuose argomentazioni di tipo formale”. Innanzitutto nella lettera viene ribadito ancora una volta, e per l’ennesima volta, che i rilievi del sottoscritto, in qualità di presidente del Centro Studi, sarebbero formalismi irrilevanti e pretestuosi, tentando così di sfruttare l’onda lunga di quel principio per cui una bugia, ripetuta mille volte, diventa una verità. Ma se anche così fosse (e non è), ci voleva molto per mettere riparo a questi errori formali, invece di far arrivare
la situazione a questo punto dopo un anno? Anche i documenti consegnati al notaio e contenenti false attestazioni sono formalismi irrilevanti e pretestuosi? Io avevo provato a convincere il presidente di SIP/IRS a non procedere in uno scontro frontale con una mail privata inviata l’8 luglio u.s. immediatamente prima di un consiglio direttivo straordinario e urgente convocato 24 ore prima per fatti che risalivano quanto meno a 7 mesi prima. Dal momento che il presidente di SIP/IRS ha ritenuto di ignorare il mio appello, di procedere
con le sue proposte di sospensione e poi di inviare una newsletter a tutt’Italia per spiegare il senso dei provvedimenti mi ritengo libero di pubblicare la mail privata che riporto testualmente e quasi integralmente:

“Già alcuni dei soci che non si riconoscono nella attuale linea societaria della Sip hanno mandato una comunicazione sulla nullità, di fatto e nella sostanza, della convocazione d’urgenza del consiglio direttivo. Sappiamo tutti che non c’è alcun conflitto di interessi, c’è piuttosto un problema colossale che si chiama QUESTIONE MORALE. Tutti i soci del centro studi sono immediatamente pronti alla scissione e non c’è alcun punto all’ordine del giorno che sia difatti elemento di discussione o di contrasto, a parte la dichiarazione della segreteria che, a fronte delle legittime richieste di conoscere qual era lo stato patrimoniale, ha dichiarato che le casse sono piene di debiti, avendo realizzato negli ultimi tre anni
continuamente rossi di bilancio sempre più consistenti (a fronte di utili sempre più consistenti della stessa segreteria organizzativa). Di fronte a questa dichiarazione non possono che esserci semplici spiegazioni: o la segreteria è stata incompetente e incapace, sì da realizzare, probabilmente unica al mondo, deficit per tre anni consecutivi oppure le casse della società sono state oggetto di una attività che non ha nulla a che vedere con quella scientifica. Di qui nasce la richiesta di verificare innanzitutto cosa sia successo nella
gestione della cassa, prima di dar luogo all’auspicata scissione. Invece che appoggiare la legittima richiesta di far luce su una gestione quantomeno opaca del bilancio della società, arriva la richiesta di un presunto conflitto di interessi che in realtà ha lo scopo di espellere dalla società proprio chi ha sollevato la questione morale, nel tentativo e nella speranza che l’attività conoscitiva posta in essere dai nostri consulenti venga bloccata”.

Invano. Il presidente di SIP/IRS ha inteso produrre provvedimenti unici nella storia della
pneumologia italiana. È la prima volta nella storia di tutti i tempi (sempre che non si vogliano citare comportamenti esclusivi delle dittature) che chi racconta i fatti, senza commenti, viene espulso. È un po’ come strappare i libri di storia e condannare gli storiografi per il fatto stesso che abbiano raccontato date, luoghi e fatti. E, a tal proposito, alla fine di questa lettera, sarà riproposta di nuovo la “lettera aperta” perché tutti possano rendersi conto di quale sia stata l’enorme offesa contenuta in quest’ultima, sì da farla intendere come intrisa di “comportamenti gravemente lesivi del prestigio dell’Associazione”.

C’è da dire che questa “lettera aperta”, nel CD del 19 febbraio presso il Policlinico Gemelli a Roma, fu definita, da uno dei membri del CdA di DHRR, “lettera di m… e piena di str…” rifiutandosi poi, pur invitato esplicitamente a farlo, di rispondere non solo ai rilievi contenuti nella lettera ma anche di giustificare questa definizione gravemente offensiva. Ora si assiste a un ribaltamento delle posizioni e si imputa a me (e ad altri soci) di essere
responsabili, con quella lettera, di “comportamenti gravemente lesivi del prestigio dell’Associazione”. La denuncia di fatti ritenuti illeciti diventa offensiva e più dei fatti stessi.
Il presidente di SIP/IRS liquida immediatamente la questione fondamentale dei conti societari con questa affermazione: “Il blocco di gran parte delle nostre attività, dovuto dalla pandemia, ha infatti acuito lo sbilanciamento economico che già si era venuto a creare negli ultimi 4 anni”. L’epidemia Covid ha colpito l’Italia a metà marzo 2020, come può aver determinato squilibri di bilancio nei 4 anni precedenti?

“Acuire” lo sbilanciamento significa che questo già c’era: provocato da chi e come, dato che, ogni anno, la segreteria ci aveva sempre tranquillizzati sulla tenuta dei conti? Nei 3 mesi del lockdown, ove mai questo non ci fosse stato, avremmo recuperato, senza appuntamenti congressuali di rilievo, tutte le perdite accumulate in 4 anni?

Egli sostiene ancora che la sospensione dei soci “in realtà era l’unica strada per salvaguardare l’unitarietà della nostra società”. Innanzitutto è paradossale che, per salvaguardare l’unitarietà, occorresse espellere alcuni (15) soci, alcuni dei quali amici di vecchia data; e, poi, c’era e c’è ancora un modo semplicissimo per risolvere non solo questa querelle, ma anche “la frustrazione che provo di fronte a quello che considero un vero fallimento per la mia presidenza”: rispondere ai dubbi dei soci e esibire il dettaglio
dei conti e i registri sociali. Nemmeno un amministratore di condominio può espellere un condomino solo perché chiede trasparenza sui conti.

Tutto quello che sta avvenendo adesso, parole, accuse, avvocati, serve soltanto a un obiettivo: mascherare il vero e unico problema, ovvero la non trasparenza nei conti delle società SIP/IRS, Centro Studi SIP e SIP Service. Si è ripetutamente detto che, nella vicenda DHRR (la madre di tutti i problemi), ci sia stata buona fede. Un modo molto semplice per chiarire tutto e far terminare immediatamente la questione sarebbe
esibire conti e registri sociali. Quale migliore occasione per mostrare la buona fede?

Questione di un istante. “Due cose riempiono l’animo di ammirazione e venerazione sempre nuova e crescente, quanto più spesso e più a lungo la riflessione si occupa di esse: il cielo stellato sopra di me, e la legge morale dentro di me”. La legge morale assoluta è libera da ogni condizionamento ed è caratterizzata da due particolarità: autonomia, la scelta morale non può che essere libera e fine a sé stessa, condizione ineludibile del postulato della libertà della vita etica; universalità: non può e non deve dipendere in alcun modo dalla situazione contingente e particolare, ma è uguale per tutti alla medesima maniera. Queste stesse cose le avrei dette in qualsiasi luogo, a qualsiasi persona indipendentemente da etnia, appartenenza sociale, politica e accademica. Io sono fieramente libero e autonomo.

È inutile che il presidente di SIP/IRS, con cui negli ultimi decenni ho condiviso indimenticabili momenti culturali e conviviali, tenti di spaventarmi con diffide di avvocati e newsletter inviate in tutt’Italia.  È stato provato di tutto per costringermi a “ingoiare” un provvedimento (DHRR) che ritenevo (e ritengo), oltre che illegittimo, soprattutto opaco e concorrenziale con gli interessi della società: presentandolo a nome del Centro Studi senza che il suo presidente, non solo potesse valutarlo, ma che ne fosse proprio a conoscenza; approvandolo senza numero legale; ratificandolo davanti al notaio senza la delega del
presidente; rifiutando di ritirarlo quando ho posto questioni di legittimità; provando a costringermi a ratificarlo a posteriori sic et simpliciter; facendo decadere il CD con dimissioni in massa dei componenti; espellendomi… La forza delle argomentazioni, la forza morale e la sete di giustizia che sono in me m’indurranno a resistere e a rispondere sempre. E se anche si dovesse riuscire a espellere tutti quelli che in queste ore si stanno indignando, quali saranno le macerie, morali e societarie, che questa vicenda lascerà alle
sue spalle?

Sono stato fra i principali fautori e artefici del tentativo di riunificare le Società Pneumologiche, sognavo una pneumologia unitaria, forte e coesa, oltre che con gli esponenti del mondo universitario, anche insieme ai carissimi amici dell’AIPO con cui, ogni giorno, siamo fianco a fianco in corsia. Illuso: l’argomento non è mai entrato nell’agenda della società!

Su una cosa sono totalmente d’accordo, quando il presidente di SIP/IRS dichiara il suo fallimento: ha ragione. Non gli è venuto il dubbio che, a fronte di decine di soci che stanno mostrando la loro delusione e indignazione, le argomentazioni, come da lui proposte, non rispecchino la realtà dei fatti o, quanto meno, la loro interpretazione non corrisponda al comune sentire?

Magari qualcuno proverà a dire (sta già succedendo) che ci sono stati errori da entrambe le parti. No, non ci sto! Non si può confondere chi ha compiuto un atto (denunciato come falso e illegittimo, e chiamato a dimostrare che tale non fosse) con chi ha denunciato quell’atto stesso.

Colgo infine, e faccio mio, l’auspicio finale del presidente di SIP/IRS di “…rimboccarci tutti insieme le maniche, di ricostruire e, sarò un illuso, anche riportare a bordo gli amici che, purtroppo, abbiamo temporaneamente dovuto sospendere. Perché nulla è irreversibile se, ritrovata la serenità, si riparte tutti insieme con un nuovo spirito”, cui aggiungo il mio: per immettere finalmente una ventata d’aria fresca nella società, è necessario sì un allontanamento, ma di quelli che sono responsabili di questa situazione.

E ora vado a dormire sereno sotto un cielo stellato.

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