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A TUTTI GLI AMICI DELLA GRANDE FAMIGLIA PNEUMOLOGICA

A cospetto della lettera aperta del prof Richeldi avrei preferito fare a meno di alimentare di nuovo le fibrillazioni che oramai sono note a tutti e che hanno visto la famiglia autenticamente dilaniata.

Sono però costretto a poche puntualizzazioni, mi auguro in via definitiva, a difesa del buon nome di Centro Studi SIP e di quanti hanno convintamente creduto con me che si potesse mettere insieme quelle che amiamo dire le due anime. Censurando ancora una volta l’addebito offensivo, che mi si rivolge, di motivazioni meramente formali e dunque pretestuose. Esattamente, voglio aggiungere, come annotava l’avv. Bellicini in una corrispondenza con il mio legale di riferimento.

Voglio allora ricordare che le due associazioni, nello schema organizzativo apprestato, restavano autonome, ancorchè indirizzate ad una attività condivisa; indirizzo reso plastico dal patto n. 3 dello Statuto di SIP quando vincola questa associazione a promuovere la ricerca scientifica e clinica “per il tramite di Centro Studi SIP/IRS”. Un vincolo forte e chiaro, allora, ma nei fatti completamente eluso perché non gradito.

E, nei fatti, dall’inizio del 2019 ogni attività collaborativa è stata interrotta con la mia completa esclusione da ogni decisione sulla progettualità scientifica innanzitutto. Nel giugno la Segreteria Tecnica (In&Fo&Med srl), vero braccio operativo dei fratelli coltelli, indisse una seduta consiliare di Centro Studi senza alcun ordine del giorno. Non ritenni di partecipare, anche perché nel frattempo attardato da problemi di salute non lievi, ed in ogni caso alla seduta parteciparono solo quattro -su dieci- dei consiglieri in carica. Tre giorni prima della seduta pervenne dalla Segreteria una integrazione di convocazione che inseriva nell’ODG, prima mancante, e tra l’altro, la costituzione di un’ impresa speciale per la gestione dei Registri di Patologia SIP/Centro Studi. La seduta mancava clamorosamente del quorum costitutivo, insomma non andava nemmeno celebrata, ma i pochissimi presenti, in beata solitudine, deliberarono la costituzione di una società di capitali, denominata DHRR srl, insieme ad In&Fo&Med srl e ad una ulteriore Associazione (cui era riservata una quota di maggioranza relativa). Centro Studi SIP, infine, restava completamente esclusa dall’Organo di gestione di questa società che, voglio ricordare, come attività avrebbe dovuto fare esattamente le stesse cose che statutariamente fa Centro Studi SIP (insomma invece che percorsi operativi congiunti addirittura la creazione di enti paralleli in conflitto di interessi). Insorsi subito e vibratamente, e certo non per motivi formali, stante il fatto che l’accadimento sanciva in maniera evidente la divaricazione di interessi delle due anime.

Nonostante ciò, la nuova società DHRR srl fu costituita egualmente. E non bastò: perché, con una iniziativa che ho considerato fortemente offensiva, la maggioranza dei consiglieri di Centro Studi SIP (facenti capo all’altra anima), rassegnò immediatamente le dimissioni provocando la decadenza dell’intero Consiglio Direttivo di Centro Studi SIP. La manovra era intesa a decapitare Centro Studi SIP per evitarne reazioni, e così fu: nel palese fine di evitare atti di contrasto evidentemente temuti.
In quel momento è apparso evidente che le due anime erano in contrasto irrimediabile, e non formale, per cui è iniziato un discorso di separazione definitiva avviato dai consulenti delle varie compagini.

In questi frangenti è stato appreso che tutte le associazioni, già a far data dalla loro unione operativa, accumulavano ogni anno perdite sempre più consistenti, e fa molto male leggere oggi dal prof. Richeldi che queste perdite sarebbero dovute alla disarmonia delle anime, disarmonia che è esplosa solo nel 2019. A questo punto gli approcci fra i rispettivi studi di riferimento per ricomporre il tutto si sono interrotti, soprattutto perché da parte di Centro Studi SIP si voleva capire (e si vorrebbe capire tuttora) come mai le attività congiunte hanno provocato perdite consistenti. L’ultima mossa, in linea con il comportamento precedente dell’altra anima, è stata quella di deliberare la sospensione dei soci di SIP per così dire dissenzienti, cosa a sua volta grave ed offensiva, ed offensiva ad personam.

La lettera aperta del prof. Richeldi richiama poi il fascino dell’embrasson nous ed il miraggio del figliol prodigo e del vitello grasso, pur ammettendo il suo fallimento (unico argomento che condivido).

Se tutto quanto innanzi costituisce materia di pretesti formali, ognuno è in grado di giudicare: io ho operato ed opero nell’esclusivo interesse della associazione e degli associati, senza cercare vetrine mediatiche, in questo periodo molto ambite, e restando impegnato in maniera durissima nelle responsabilità che mi sono state conferite per la nota pandemia sul territorio della Provincia di Salerno (ben vero come tantissimi).

Rivendico la correttezza assoluta di tutto quanto ho fatto, e voglio aggiungere che ci sarà pure un motivo per il quale dovrà celebrarsi di qui a poco un’assemblea per lo scioglimento di DHRR, scioglimento che chiesi subito e che fu considerato come un capriccio da neonato frignante.

Come presidente del Centro Studi non ritornerò ulteriormente sull’argomento, e posso solo aggiungere che una riunificazione fra le due anime attraverso i soggetti che hanno ad oggi operato dettando una pagina buia della pneumologia mi pare almeno problematica. E non sarà in ogni caso una squallida sospensione dal rapporto sociale ad impedirmi di continuare a fare quello che credo vada fatto: in trasparenza ed onestà.

Lì, 16 luglio 2020

Il Presidente del Centro Studi S.I.P.

Mario Polverino

I

LA PAGINA PIÚ BUIA DELLA PNEUMOLOGIA ITALIANA

Cari Amici della Grande Famiglia Pneumologica, 

alla mia risposta ufficiale in qualità di presidente del Centro Studi SIP, vista l’offesa interpretativa contenuta nel riproporre una versione che assegna la mia denuncia di illeciti e falsi al rango di cavilli e pretesti, e per ciò stesso meritevole di espulsione, aggiungo, come semplice pneumologo di una famiglia dilaniata da cose che non hanno nulla a che vedere con l’attività scientifica e societaria, queste ulteriori considerazioni personali.

Nella sua newsletter inviata a tutti i soci, il presidente di SIP/IRS parla di “impossibilità, almeno temporanea, di proseguire un percorso comune …. sulla base di pretestuose argomentazioni di tipo formale”. Innanzitutto nella lettera viene ribadito ancora una volta, e per l’ennesima volta, che i rilievi del sottoscritto, in qualità di presidente del Centro Studi, sarebbero formalismi irrilevanti e pretestuosi, tentando così di sfruttare l’onda lunga di quel principio per cui una bugia, ripetuta mille volte, diventa una verità. Ma se anche così fosse (e non è), ci voleva molto per mettere riparo a questi errori formali, invece di far arrivare la situazione a questo punto dopo un anno? Anche i documenti consegnati al notaio e contenenti false attestazioni sono formalismi irrilevanti e pretestuosi? Io avevo provato a convincere il presidente di SIP/IRS a non procedere in uno scontro frontale con una mail privata inviata l’8 luglio u.s. immediatamente prima di un consiglio direttivo straordinario e urgente convocato 24 ore prima per fatti che risalivano quanto meno a 7 mesi prima. Dal momento che il presidente di SIP/IRS ha ritenuto di ignorare il mio appello, di procedere con le sue proposte di sospensione e poi di inviare una newsletter a tutt’Italia per spiegare il senso dei provvedimenti mi ritengo libero di pubblicare la mail privata che riporto testualmente e quasi integralmente:

“Già alcuni dei soci che non si riconoscono nella attuale linea societaria della Sip hanno mandato una comunicazione sulla nullità, di fatto e nella sostanza, della convocazione d’urgenza del consiglio direttivo. Sappiamo tutti che non c’è alcun conflitto di interessi, c’è piuttosto un problema colossale che si chiama QUESTIONE MORALE. Tutti i soci del centro studi sono immediatamente pronti alla scissione e non c’è alcun punto all’ordine del giorno che sia difatti elemento di discussione o di contrasto, a parte la dichiarazione della segreteria che, a fronte delle legittime richieste di conoscere qual era lo stato patrimoniale, ha dichiarato che le casse sono piene di debiti, avendo realizzato negli ultimi tre anni continuamente rossi di bilancio sempre più consistenti (a fronte di utili sempre più consistenti della stessa segreteria organizzativa). Di fronte a questa dichiarazione non possono che esserci semplici spiegazioni: o la segreteria è stata incompetente e incapace, sì da realizzare, probabilmente unica al mondo, deficit per tre anni consecutivi oppure le casse della società sono state oggetto di una attività che non ha nulla a che vedere con quella scientifica. Di qui nasce la richiesta di verificare innanzitutto cosa sia successo nella gestione della cassa, prima di dar luogo all’auspicata scissione. Invece che appoggiare la legittima richiesta di far luce su una gestione quantomeno opaca del bilancio della società, arriva la richiesta di un presunto conflitto di interessi che in realtà ha lo scopo di espellere dalla società proprio chi ha sollevato la questione morale, nel tentativo e nella speranza che l’attività conoscitiva posta in essere dai nostri consulenti venga bloccata”.

Invano. Il presidente di SIP/IRS ha inteso produrre provvedimenti unici nella storia della pneumologia italiana. È la prima volta nella storia di tutti i tempi (sempre che non si vogliano citare comportamenti esclusivi delle dittature) che chi racconta i fatti, senza commenti, viene espulso. È un po’ come strappare i libri di storia e condannare gli storiografi per il fatto stesso che abbiano raccontato date, luoghi e fatti. E, a tal proposito, alla fine di questa lettera, sarà riproposta di nuovo la “lettera aperta” perché tutti possano rendersi conto di quale sia stata l’enorme offesa contenuta in quest’ultima, sì da farla intendere come intrisa di “comportamenti gravemente lesivi del prestigio dell’Associazione”. C’è da dire che questa “lettera aperta”, nel CD del 19 febbraio presso il Policlinico Gemelli a Roma, fu definita, da uno dei membri del CdA di DHRR, “lettera di m… e piena di str…” rifiutandosi poi, pur invitato esplicitamente a farlo, di rispondere non solo ai rilievi contenuti nella lettera ma anche di giustificare questa definizione gravemente offensiva. Ora si assiste a un ribaltamento delle posizioni e si imputa a me (e ad altri soci) di essere responsabili, con quella lettera, di “comportamenti gravemente lesivi del prestigio dell’Associazione”. La denuncia di fatti ritenuti illeciti diventa offensiva e più dei fatti stessi.

Il presidente di SIP/IRS liquida immediatamente la questione fondamentale dei conti societari con questa affermazione: “Il blocco di gran parte delle nostre attività, dovuto dalla pandemia, ha infatti acuito lo sbilanciamento economico che già si era venuto a creare negli ultimi 4 anni”. L’epidemia Covid ha colpito l’Italia a metà marzo 2020, come può aver determinato squilibri di bilancio nei 4 anni precedenti? “Acuire” lo sbilanciamento significa che questo già c’era: provocato da chi e come, dato che, ogni anno, la segreteria ci aveva sempre tranquillizzati sulla tenuta dei conti? Nei 3 mesi del lockdown, ove mai questo non ci fosse stato, avremmo recuperato, senza appuntamenti congressuali di rilievo, tutte le perdite accumulate in 4 anni?

Egli sostiene ancora che la sospensione dei soci “in realtà era l’unica strada per salvaguardare l’unitarietà della nostra società”. Innanzitutto è paradossale che, per salvaguardare l’unitarietà, occorresse espellere alcuni (15) soci, alcuni dei quali amici di vecchia data; e, poi, c’era e c’è ancora un modo semplicissimo per risolvere non solo questa querelle, ma anche “la frustrazione che provo di fronte a quello che considero un vero fallimento per la mia presidenza”: rispondere ai dubbi dei soci e esibire il dettaglio dei conti e i registri sociali. Nemmeno un amministratore di condominio può espellere un condomino solo perché chiede trasparenza sui conti.

Tutto quello che sta avvenendo adesso, parole, accuse, avvocati, serve soltanto a un obiettivo:mascherare il vero e unico problema, ovvero la non trasparenza nei conti delle società SIP/IRS, Centro Studi SIP e SIP Service. Si è ripetutamente detto che, nella vicenda DHRR (la madre di tutti i problemi), ci sia stata buona fede. Un modo molto semplice per chiarire tutto e far terminare immediatamente la questione sarebbe esibire conti e registri sociali. Quale migliore occasione per mostrare la buona fede? Questione di un istante.

“Due cose riempiono l’animo di ammirazione e venerazione sempre nuova e crescente, quanto più spesso e più a lungo la riflessione si occupa di esse: il cielo stellato sopra di me, e la legge morale dentro di me”. La legge morale assoluta è libera da ogni condizionamento ed è caratterizzata da due particolarità: autonomia, la scelta morale non può che essere libera e fine a sé stessa, condizione ineludibile del postulato della libertà della vita etica; universalità: non può e non deve dipendere in alcun modo dalla situazione contingente e particolare, ma è uguale per tutti alla medesima maniera. Queste stesse cose le avrei dette in qualsiasi luogo, a qualsiasi persona Indipendentemente da etnia, appartenenza sociale, politica e accademica.
Io sono fieramente libero e autonomo.

È inutile che il presidente di SIP/IRS, con cui negli ultimi decenni ho condiviso indimenticabili momenti culturali e conviviali, tenti di spaventarmi con diffide di avvocati e newsletter inviate in tutt’Italia. È stato provato di tutto per costringermi a “ingoiare” un provvedimento (DHRR) che ritenevo (e ritengo), oltre che illegittimo, soprattutto opaco e concorrenziale con gli interessi della società: presentandolo a nome del Centro Studi senza che il suo presidente, non solo potesse valutarlo, ma che ne fosse proprio a conoscenza; approvandolo senza numero legale; ratificandolo davanti al notaio senza la delega del presidente; rifiutando di ritirarlo quando ho posto questioni di legittimità; provando a costringermi a ratificarlo a posteriori sic et simpliciter; facendo decadere il CD con dimissioni in massa dei componenti; espellendomi… La forza delle argomentazioni, la forza morale e la sete di giustizia che sono in me m’indurranno a resistere e a rispondere sempre. E se anche si dovesse riuscire a espellere tutti quelli che in queste ore si stanno indignando, quali saranno le macerie, morali e societarie, che questa vicenda lascerà alle sue spalle?

Sono stato fra i principali fautori e artefici del tentativo di riunificare le Società Pneumologiche, sognavo una pneumologia unitaria, forte e coesa, oltre che con gli esponenti del mondo universitario, anche insieme ai carissimi amici dell’AIPO con cui, ogni giorno, siamo fianco a fianco in corsia. Illuso: l’argomento non è mai entrato nell’agenda della società!

Su una cosa sono totalmente d’accordo, quando il presidente di SIP/IRS dichiara il suo fallimento: ha ragione. Non gli è venuto il dubbio che, a fronte di decine di soci che stanno mostrando la loro delusione e indignazione, le argomentazioni, come da lui proposte, non rispecchino la realtà dei fatti o, quanto meno, la loro interpretazione non corrisponda al comune sentire?

Magari qualcuno proverà a dire (sta già succedendo) che ci sono stati errori da entrambe le parti. No, non ci sto! Non si può confondere chi ha compiuto un atto (denunciato come falso e illegittimo, e chiamato a dimostrare che tale non fosse) con chi ha denunciato quell’atto stesso.

Colgo infine, e faccio mio, l’auspicio finale del presidente di SIP/IRS di “…rimboccarci tutti insieme le maniche, di ricostruire e, sarò un illuso, anche riportare a bordo gli amici che, purtroppo, abbiamo temporaneamente dovuto sospendere. Perché nulla è irreversibile se, ritrovata la serenità, si riparte tutti insieme con un nuovo spirito”, cui aggiungo il mio: per immettere finalmente una ventata d’aria fresca nella società, è necessario sì un allontanamento, ma di quelli che sono responsabili di questa situazione.

E ora vado a dormire sereno sotto un cielo stellato.

I più recenti Progetti di Ricerca e Formativi in Medicina Respitoria realizzati da Centro Studi SIP

Oltre 4000 Medici e Professionisti Sanitari hanno partecipato al webinar gratuito NIV-Day realizzato da Centro Studi SIP e dedicato alle tecniche di ventilazione non invasiva in urgenza durante la pandemia di COVID-19.  

Di seguito più recenti contributi scientifici realizzati e promossi da Centro Studi SIP, dal suo Consiglio Direttivo e dai Gruppi di Lavoro dei Progetti di Ricerca. 

RIPRESA IN SICUREZZA DELLE ATTIVITÀ PNEUMOLOGICHE AMBULATORIALI IN EPOCA COVID-19

Documento di Consenso del Centro Studi SIP

In anteprima dal prossimo numero di settembre di Multidisciplinary Respiratory Medicine 2020;15(3-4):I-VIII  [Epub ahead of print]

OSTRUZIONE BRONCHIALE NON DIAGNOSTICATA NELL’ ANZIANO: ANALISI DESCRITTIVA DEI DATI DELLA CAMPAGNA “IO RESPIRO”

Articolo Originale dalla Campagna “IO RESPIRO” condotta in collaborazione con
SeniorItalia-Federanziani.

Tratto da: Multidisciplinary Respiratory Medicine 2020;15(1-2): I-VII.

SARS-CoV-2
PANDEMIC IN ITALY:
ETHICAL AND ORGANIZATIONAL CONSIDERATIONS 

Articolo Originale realizzato da Centro Studi SIP

Riflessioni sul recente passato. Considerazioni etico-organizzative circa la pandemia da COVID 19 in Italia.


Tratto da: Multidisciplinary Respiratory Medicine 2020;15

EMERGENZA COVD-19 PROTOCOLLO PER LA GESTIONE DEI PAZIENTI AFFETTI DA COVID-19

Protocollo realizzato dal Consiglio Direttivo del Centro Studi SIP

Indicazioni per il futuro. Una proposta di protocollo a supporto dei Medici e degli Infermieri in questo momento di emergenza sanitaria. 

NOTIZIE E COMUNICAZIONI

Le notizie più recenti e le comunicazioni in tempo reale da Centro Studi SIP

Disponibile il nuovo numero di settembre 2020 di Multidisciplinary Respiratory Medicine

E’ uscito il nuovo numero di settembre (vol. 15, num. 3-4, settembre 2020) della rivista scientifica Multidisciplinary Respiratory Medicine – versione cartacea.

L’argomento principale del fascicolo questa volta è ovviamente la pandemia da COVID-19, analizzata da diverse prospettive e con diverse esperienze.

Per ulteriori informazioni contattare l’Editore: editorialoffice1@novamediasrl.com

[ CLICCARE QUI SCARICARE UN ESTRATTO DEL NUOVO NUMERO DI MRM ]

Notiziario Italiano della Pneumologia

Notiziario scientifico interdisciplinare realizzato dal Centro Studi della Società Italiana di Pneumologia con informazioni e news a 360° sul mondo della Medicina Respiratoria

[ LEGGI IL NOTIZIARIO ]

Congresso Basilicata 2020

Informiamo che a causa della persistente situazione causata dal COVID-19 , l'evento BASILICATA 2020 – CONGRESSO DI PNEUMOLOGIA Management in Medicina respiratoria è posticipato al 2021.

[ PER ULTERIORI INFORMAZIONI ]

"Un Aiuto a Chi Cura"

Centro Studi SIP ha concesso il proprio patrocinio all’iniziativa
“UN AIUTO A CHI CURA: PERCORSO DI SUPPORTO PSICOLOGICO DEDICATO AI MEDICI" attivato da Senior Italia Federanziani e SIPEM SoS Federazione. Il progetto affronta l’impatto psicologico dell’emergenza Covid-19 sui Medici.

[ PER ULTERIORI INFORMAZIONI ]

Comunicazione del Presidente

Vi invitiamo alla lettura della Comunicazione del Presidente del Centro Studi SIP, Prof. Mario Polverino in relazione alle note del 24.4.2020 e del 2.4.2020, circolarizzate sul sito web della Società Italiana di Pneumologia SIP/IRS
Vi invitiamo alla lettura del testo intergrale della Comunicazione cliccando sul link successivo.

[ LEGGI LA COMUNICAZIONE ]

CAMPAGNA “SOSTENIAMO CHI RESISTE, PER VINCERE”:

[ CLICCARE PER VISUALIZZARE L’APPELLO DEL PRESIDENTE CENTRO STUDI SIP ]

I fondi raccolti dalla Campagna “SOSTENIAMO CHI RESISTE, PER VINCERE” verranno versati alla Protezione Civile e vincolati all’ acquisto di apparecchiature per la ventilazione non invasiva per unità di Pneumologia. Il numero di Unità che potrà beneficiare di queste donazioni sarà commisurato alla entità dei fondi raccolti. L’ obiettivo è fornire apparecchiature ad almeno una unità pneumologica per ciascuna regione tra quelle indicate.

Il Centro Studi della Società Italiana di Pneumologia, Ente di Ricerca Riconosciuto ai sensi della L266/2005, art.1, c.3, COD. FISCALE 13408190158, consente la completa deducibilità delle erogazioni liberali ricevute.

Le erogazioni liberali dovranno essere bonificate sul conto corrente bancario:

Banca Intesa Sanpaolo – IBAN IT14A0306909606100000061296
con la causale: “Sosteniamo chi resiste, per vincere”

Ente di Ricerca Riconosciuto

Dall’ Aprile 2015 (GU n.79 del 4/4/2015 e successivi rinnovi), per la rilevanza della propria attività, Centro Studi SIP è inserito nell’elenco degli enti di ricerca riconosciuti dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri aventi la possibilità di ricevere finanziamenti senza limiti di deducibilità.

Provider ECM Standard N.172

Dal Dicembre 2013 Centro Studi SIP è Provider con accreditamento Standard al Programma Nazione di Formazione Continua in Medicina per gli ambiti RES, FSC, FAD e per tutte le professioni sanitarie.